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Conservazione e monitoraggio della biodiversità

ECOLOGIA APPLICATA, CONSERVAZIONE E MONITORAGGIO DELLA BIODIVERSITA' 2

Area di Ricerca: Conservazione e monitoraggio della biodiversità

Laboratorio e Responsabile Scientifico: Laboratorio di geosinfitosociologia, ecologia quantitativa ed ecologia del paesaggio; Laboratorio di Fitogeografia, Fitosociologia e Floristica, Resp. Sc. Prof. Carlo Blasi

Titolo della Linea di Ricerca: Conservazione e monitoraggio della biodiversità

Partecipanti: Carlo Blasi, Leonardo Rosati, Michela Marignani, Manuela Fipaldini, Eva Del Vico, Riccardo Copiz, Sabina Burrascano.

Ricerca nuova: X Proseguimento di ricerca:

Responsabile scientifico della Linea di Ricerca: Carlo Blasi, Professore ordinario di Ecologia Vegetale, tel/fax: 06/49912420, carlo.blasi@uniroma1.it

Settori Scientifico-Disciplinari interessati dal programma di ricerca: BIO/03 Botanica ambientale ed applicata, BIO/02 Botanica sistematica

Parole chiave: Diversità vegetale; obiettivo 2010; approccio multi-taxon; Important Plant Areas; Foreste vetuste

Breve descrizione della Linea di Ricerca:

In accordo con quanto stabilito nella Convenzione sulla Biodiversità (CBD, 2002) la linea di ricerca per la conservazione ed il monitoraggio della biodiversità comprende studi progetti mirati all’individuazione ed al monitoraggio ambiti particolarmente importanti per la diversità vegetale.
All’interno di questa linea rientrano infatti i progetti: definizione delle IPAs (Important Plant Areas - aree importanti per le piante) in Italia e Foreste Vetuste nei Parchi Nazionali Italiani.
Il progetto IPAs di Planta Europa ha l’obiettivo di identificare tali aree nel continente europeo, offrendo protezione alle specie vegetali (piante vascolari, briofite, alghe, funghi ed licheni) e alle fitocenosi minacciate. Un’Area Importante per le Piante è definita come “un’area naturale o semi-naturale che dimostri di possedere una eccezionale diversità botanica e/o ospiti cenosi di specie rare, minacciate e/o endemiche e/o tipi di vegetazione di alto valore botanico”. Per identificare una rete di siti IPA, il progetto ha prodotto lo sviluppo di metodi adatti alla specifica situazione italiana per la definizione cartografica delle IPAs a scala nazionale, necessario sia per le peculiarità naturalistiche del nostro Paese (elevata diversità ecosistemica e paesistica, ecc.), sia per la quantità e la qualità dei dati disponibili in Italia.
Le foreste vetuste sono ecosistemi molto particolari per quanto riguarda la loro composizione, funzione e struttura: ospitano taxa altamente specializzati; costituiscono sistemi in grado di ritenere a lungo termine quantità molto elevate di nutrienti, tra cui il carbonio.
A causa dell'importanza delle foreste per la conservazione della biodiversità è stato avviato un percorso scientifico e conoscitivo sul patrimonio forestale con particolare attenzione alle foreste meno disturbate.
Lo studio è stato affrontato tramite un approccio multidisciplinare che ha previsto rilievi floristici e fitosociologici, nonché rilievi della strutturali. La ricerca e che proseguirà con analisi più ampie relative a suolo, attività fotosintetica degli alberi, nonché alla composizione specifica in termini di altri taxa, quali licheni, funghi, vertebrati ed invertebrati.

Tipologia di Finanziamento della Linea di Ricerca: Fondi Europei tramite Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione per la Protezione della Natura;
Fondi Europei POR Campania per il Monitoraggio alla rete dei boschi vetusti del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano
; Ateneo; PRIN.


Pubblicazioni inerenti la Linea di Ricerca:

Blasi C. 2006 - Il ruolo della biodiversità nella conservazione della biodiversità e del paesaggio. Atti del XXV Convegno Internazionale Mare e Territorio. Count Down 2010: uso sostenibile e protezione della biodiversità nella fascia costiera del Mediterraneo. n.76 Agrigento 27-28 ottobre 2006, pp. 51-65.
Blasi C., Boitani L., La Posta S., Manes F., Marchetti M., 2006. Stato delle biodiversità in Italia - Contributo alla strategia nazionale per la biodiversità, Palombi e Partners S.r.l., Rome. pp. 459.
Blasi C., Bovio G., Corona P., Marchetti M., Maturani A., Ciancio O., Incendi e Complessità Ecosistemica. Dalla pianificazione forestale al recupero ambientale. Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio, Società Botanica Italiana, Palombi Editori, Roma.
Blasi C., Rosati L., Di Pietro R., Marchetti M., Marignani M., 2005 – Variazioni cenologiche e stima della diversità floristica dei boschi a Quercus cerris del “Flysch del Cilento” in relazione al tipo di gestione selvicolturale. L’ Italia Forest. Mont., Anno LX, Fasc.4: 387-404.
Burrascano S., Blasi C., 2006. Ancient secondary woodland in italian national parks: definition, location and characterization. Patterns and Processes in Forest Landscapes. Consenquences of Human Management. 4th Meeting of IUFRO Working Party 8.01.03, September 26-29, Locorotondo, Bari, Italy.
Burrascano S., Lombardi F., Marchetti M., Blasi C., 2007. Old-growth forest structure and deadwood: are they indicators of plant species composition? A case study for beech in central Italy. Forest Ecology and Management, under review.
Ercole S., Acosta A, Blasi C. 2007 - Stato delle conoscenze e alterazioni indotte dal disturbo sulle fitocenosi delle coste sabbiose laziali. Fitosoc. vol. 44(1): 105-110.



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