Piano Annuale delle ricerche


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Reintroduzione di specie di orchidee spontanee.........

BOTANICA, MORFOGENESI, DIFFERENZIAMENTO, CITOGENETICA E ISTOLOGIA VEGETALE

Area di Ricerca: Biotecnologie Cellulari Vegetali

Laboratorio e Responsabile Scientifico: Biotecnologie Cellulari Vegetali; Prof. Gabriella Pasqua

Titolo della Linea di Ricerca: REINTRODUZIONE DI SPECIE DI ORCHIEDEE SPONTANEE ALL’INTERNO DEL S.I.C. IT6030040 MONTE AUTORE E MONTI SIMBRUINI CENTRALI

Partecipanti: Valletta Alessio, Attorre Fabio, Bruno Franco, Pasqua Gabriella (Dip. di Biol. Veg., Univ. “Sapienza”)

Ricerca nuova: X Proseguimento di ricerca:

Responsabile scientifico della Linea di Ricerca: Gabriella Pasqua, Prof. Ordinario, Tel. 06 49912414, Fax 06 49912414; gabriella.pasqua@uniroma1.it, Franco Bruno, Prof. Ordinario, 06 49912818, franco.bruno@uniroma1.it

Settori Scientifico-Disciplinari interessati dal programma di ricerca: BIO/01; BIO/03

Parole chiave: Orchidaceae, reintroduzione, germinazione asimbiotica, organogenesi, Monti Simbruini

Breve descrizione della Linea di Ricerca:


In base all’attuazione del Programma di sistema “Flora e fauna” della Sottomisura I.1.2. “Tutela e gestione degli ecosistemi naturali” – DOCUP Ob.2 Lazio 2000/2006 Misura I.I – Delibera della Giunta Regionale n. 1534 del 21 novembre 2002 – il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini in collaborazione con il Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università di Roma “La Sapienza”, sta lavorando al progetto di realizzazione di interventi di salvaguardia degli habitat di importanza comunitaria, consistente nella reintroduzione di specie di orchidee autoctone all’interno del S.I.C. IT6030040 Monte Autore e Monti Simbruini Centrali a tutela dell’habitat 6210 – “Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia)”.

OBIETTIVI

L’obiettivo del progetto è quella di reintrodurre, all’interno di determinate zone del Parco comprese nel S.I.C. in questione, le specie di orchidee autoctone della flora del Parco, così da ripristinare le stupende fioriture di orchidee tipiche dell’habitat individuato. La messa a punto di una metodologia efficace consentirà di intervenire ogni qual volta azioni antropiche alterino le condizioni ambientali minacciando la sopravvivenza delle popolazioni di orchidee presenti all’interno del S.I.C.

RISULTATI

Nella prima fase della ricerca sono state indagate quattro specie: Orchis tridentata, Orchis mascula, Orchis provincialis, Gymnadenia conopsea. Inizialmente si è tentato di indurre in vitro la formazione di gemme vegetative, sia da espianti di organi foglia e fusto (caulogenesi diretta), sia da cellule indifferenziate (caulogenesi indiretta). I protocolli sperimentali adottati non hanno dato risposta positiva dimostrando che le specie oggetto di studio sono recalcitranti alla callogenesi ed alla caulogenesi avventizia. Si è deciso, quindi, di focalizzare l’attenzione sulla germinazione asimbiotica. Nei mesi di Aprile e Maggio (piena fioritura) sono state identificati e contrassegnati circa 200 individui per ciascuna specie. Nei mesi di Giugno e Luglio sono stati raccolti gli ovari maturi. Dopo essere stati essiccati, gli ovari e i semi sono stati separati mediante setaccio. I semi sono poi stati conservati alla temperatura di 5-8°C in contenitori chiusi, in presenza di gel di silice. Dopo almeno due mesi di esposizione al freddo (vernalizzazione) i semi sono stati inoculati in diversi mezzi colturali, al fine di indurne la germinazione. Per la sterilizzazione dei semi che, nel caso delle orchidee, presentano dimensioni molto ridotte (300 µm circa), è stato elaborato un apposito protocollo sperimentale. Precedentemente alla sterilizzazione, i semi sono stati trattati con acido solforico al fine di eliminare parte delle sostanze lipofile che ne rivestono i tegumenti e che ne ostacolano l’imbibizione. La vitalità dei semi, prima e dopo il trattamento con acido solforico e con la soluzione sterilizzante, è stata valutata con due saggi di vitalità: cloruro di 2,3,5-trifeniltetrazolio [4] e fluoresceina diacetato [5]. Per ogni specie sono stati saggiati numerosi mezzi colturali. Dopo quattro mesi dall’inoculo dei semi è stato valutato il tasso di germinazione. A germinazione avvenuta, gli embrioni sono stati trasferiti in diversi mezzi colturali, al fine di favorire lo sviluppo dei protocormi. La presenza di endosperma di cocco nel mezzo di coltura ha favorito lo sviluppo degli apici caulinare e radicale. L’attività di ricerca proseguirà con l’inoculo del fungo simbionte, l’acclimatazione delle plantule e la loro reintroduzione nell’ambiente.


Tipologia di Finanziamento della Linea di Ricerca: Convenzione tra Dip. Di Biologia Vegetale dell’Università “Sapienza” e il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini (2006).



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